cucù, Brando!

Carissimo figlio,
non mi conosci ancora, sono la tua mamma, sono quel cuore che senti battere la sera quando vado a dormire, sono quella un po’ distratta che decide all’ultimo cosa mangiare e che, una volta al mese, si concede un sorso di birra. Sono la voce che canta le canzoni a tua sorella prima di addormentarsi, sono la mano che accarezza la pancia.
Sono quella donna che incontrerai tra quattro mesi quando deciderai di venire al mondo.
Oggi peró vorrei provare a ringraziarti perché io, donna, circondata sempre e solo da donne forti e femministe, che si è da sempre immaginata madre
Eh sì, caro Brando, perché non me ne voglia la gente, non me ne vogliano le smorfie di chi incontro per strada quando rivelo che sarai un maschietto, come se avere un figlio maschio possa davvero essere meno “bello”.
“Tutti vogliono la femminuccia”, oppure, “per fortuna che ha già una bimba femmina” mi ripetono in continuazione..ecco diciamolo, io non ho mai scelto nulla per fortuna, avete scelto tu e madre natura al posto mio. Oggi mi rendo conto peró che avere in dono un figlio maschio è un grande, enorme privilegio.
Avere un figlio maschio è poter decidere le sorti del mondo perché la lotta per la parità di genere non si combatte solo dall’interno ma anche dall’esterno. Sarà compito mio darti delle linee guida da seguire per fare in modo che tu, Brando, possa crescere sapendo che le donne possono essere grandi e forti uguale agli uomini.
Carissimo figlio, la tua mamma ti lascerà piangere quando vorrai e tutte le volte che ne sentirai il bisogno, perché piangere non è “roba da femmine” piangere è “roba da umani”.
Mostrare i propri sentimenti, abbracciare, dare baci, prendersi cura di un animale, di un anziano o di un amico è un valore aggiunto e tu, bambino, saprai farlo bene quanto tua sorella.
Giocare a cucinare, a pulire con l’aspirapolvere, con le bambole o al parrucchiere è imparare a compiere dei gesti quotidiani ed importanti perché un giorno dovrai essere anche tu a pulire casa, a pettinarti da solo e ad essere un padre amorevole con i tuoi figli.
Caro figlio, aprire la porta ad una donna non è solo galanteria ma è buona educazione, perché con chiunque deciderai di farlo sarà un gesto di affetto, sia nei confronti della donna che amerai sia nei confronti della tua mamma quando sarà anziana.
Saper aprirsi e confidarsi con amici e genitori non è un gesto di debolezza ma costituirà per te un enorme vantaggio: riuscirai ad aprirti con il mondo intero, riuscirai a migliorare e a creare rapporti di fiducia con chi hai intorno.
Avere un figlio maschio per me significa poterti insegnare a rispettare il mondo, che le armi e la violenza non sono belle nemmeno per gioco. Sará spiegarti che, tua sorella, se si impegnerà saprà correre più veloce di te, anche se sei un uomo. Mostrarti che se odierai le discipline scientifiche e vorrai imparare a suonare uno strumento non dovrai avere il timore di dircelo. Che non dovrai per forza arrampicarti su di un albero o lanciarti nel fango per sentirti più maschio ma sarai più fiero di te il giorno in cui avrai aiutato una tua amica in difficoltà.
Crescere un maschio per me sarà un privilegio, sapere che io potró contribuire a migliorare questo mondo crescendo un uomo che possa incarnare questi valori non potrà che essere, per me, il dono più grande.