a te, Mimi

Ciao Mimi, mentre ti scrivo piove, sono le 07:55 di mattina e un vento freddo filtra dalle persiane . Io sono affacciata alla finestra che attendo di lanciarti il ciuccio di brando che hai dimenticato all’ingresso. Tu stai caricando i bambini in macchina, ti guardo mentre cerchi di coprire Brando dal vento, mentre lo appoggi con cura sul seggiolino e gli levi il berretto. Lavinia salta in una pozzanghera, la prendi in braccio, ride e le stampi un bacio sulla fronte.
Io sono in ritardo, ma sto qui ancora un po’. Mentre ti guardo coperto solo da un ombrellino rosa con le principesse e con il cappotto aperto penso al ragazzo che mi ha fatto innamorare di lui quasi 5 anni fa. Penso ai suoi dread lunghi e alla voce dolce. Penso al suo fazzoletto di stoffa e alla risata pronta. Penso che non è vero che l’amore svanisce, che l’innamoramento passa.
In molti casi l’amore si moltiplica. Penso che se prima ero innamorata solo del ragazzo di Laorca conosciuto ad un concerto, ora sono innamorata dell’uomo che mi cucina le lasagne alla sera, di quello che sa a memoria le canzoni dello zecchino d’oro, che sa cambiarre un pannolino, che si sveglia presto per tagliare le carote sottili sottili da dare come merenda a sua figlia, dell’uomo che sa giocare a nascondino in 80 mq quadri, dell’uomo che ogni sera mi abbraccia e mi lascia mettere i piedi freddi sotto le sue gambe. Sono innamorata del ragazzo di Laorca, di mio marito, del papà di Brando e di quello che si è meritato di essere chiamato papà da una bambina con un cognome diverso dal suo.
Ora tu sei sotto la finestra, ti lancio il sacchettino, tu mi sorridi e mi saluti con la mano in alto ed io oggi mi sono innamorata anche dell’uomo con l’ombrello delle principesse.