Babbo Natale

Ieri sera io e Lavinia eravamo sedute al tavolo della cucina.
Michele cucinava. Il profumo di passata il pomodoro riempiva la casa.
Lavinia era intenta a scrivere la lettera a Babbo Natale.
Stava ritagliando l’immagine della sua bambola preferita e quella di un cavallo a dondolo per il piccolo Brando.
Ad un certo punto si ferma.
I suoi occhi tondi e marroni cercano i miei.
“Che c’è popi?”
“Mamma, ma Babbo Natale esiste davvero?”
Mi blocco.
Nascondo l’imbarazzo e cerco di rispondere con il più bel sorriso che ho “Certo amore, chi dovrebbe essere?”
“Bhe…tu e il papà Mimi, no?” Nel mio corpo una serie di emozioni sono in contrasto tra loro.
C’è la rabbia, perché queste cose non posso venire in mente da sole ad una bambina di 6 anni.
E poi la tristezza, perché lei ha solo 6 anni e a 6 anni, la magia deve continuare ad esistere.
Un pó di malinconia perché, in quell’istante, mi è tornato in mente quando, per la prima volta, anche io ho smesso di credere a Babbo Natale.
O meglio, quella volta in cui non sono riuscita a credere alla magia del Natale.
Avevo 22 anni appena compiuti, era il 15 dicembre 2011, la città era illuminata di lucine e jingle bell risuonava in ogni angolo.
Io ero seduta su di una panchina verde e fredda.
Pensavo a quanto fosse brutto quel Natale, a quanto non fosse per niente magico.
Una festa inutile e commerciale solo per fare regali e spendere soldi.
Rimpiangevo il mio Natale dell’infanzia, quello fatto di biscotti e latte caldo sotto l’albero la vigila, fatto di fieno in giardino per le renne, di abbracci con i miei genitori, di bisbiglii sotto le coperte con mia sorella “È arrivato?” “Non so Gaia, vai a vedere tu” “No io ho paura, attendiamo domani”. Il Natale dei regali della nonna, sparsi sul suo letto, con i bigliettini scritti a mano, in corsivo, con la penna blu, uno per ogni nipote.
Quel 15 dicembre 2011, le lucine di Natale, viste attraverso i miei occhi lucidi brillavano sempre meno. Ma quel 15 dicembre 2011, tra il freddo e le lacrime, ho scelto di fregarmene, ho scelto di tornare a credere in Babbo Natale.
Perché il Natale è magico solo se tu vuoi che lo sia.

E ieri, di fronte a quella domanda di Lavinia ho ripensato alla vecchia Gaia, alla malinconia e alla magia spezzata. Ho alzato la testa e, piena di tutto l’amore che avevo in corpo, le ho risposto “Sai Lavinia, molte persone credono solo a quello che vedono, e sai, Babbo Natale non vuole mai farsi vedere. Molte persone credono a Dio, altre lo chiamano in altri modi e altri ancora credono non esista. Tu ascolta il tuo cuore, ascolta quello che ti dice. Se ci credi, Babbo Natale c’è, arriva fuori dalla tua finestra, ti dà un bacino mentre dormi e si beve tutto il tuo latte caldo. Ma lo fa solo se ci credi, nessuno può dirti se è vero o no. Nessuno potrà dirti a cosa credere, lo devi sapere soltanto tu”.
Il suo viso diventa più sereno. Accenna un sorriso così luminoso che le sorridono anche gli occhi.
“Mamma, ma sai che l’anno scorso ho sentito il cane Salvia che abbaiava la notte di Natale? Mi sa che lei lo ha visto davvero, Babbo Natale”