“Fortunata tua moglie”

Alle ore 7:00, ogni mattina suona la sveglia. Io mi alzo.
Gaia si sveglia poco dopo, prende in braccio Lavinia, la veste con cura, grembiule, cartella e via, pronta sull’uscio della porta. Io nel frattempo recupero Brando, gli cambio il pannolino e lo vesto. Apro il portone di casa,il suono delle campane in lontananza, l’anziana signora con il cane bianco ogni mattina mi sorride:
“Fortunata tua moglie…”.
Ricambio il sorriso e salgo in macchina.
Ogni mattina mi domando se quella signora penserebbe la stessa cosa, circa la mia di fortuna, se vedesse Gaia uscire di casa, con due bimbi in braccio.
Non credo di aver sposato una donna fortunata.
Credo però di aver avuto una grossa fortuna nella vita.
Da tanti anni lavoro in un settore prettamente femminile.
É tanto che ascolto i loro discorsi, che conosco i pregiudizi sulla maternità, i problemi per il lavoro.
Per anni mi sono domandato perché solo a loro spettasse di vivere queste situazioni.
Poi è capitato a noi.
Con fatica Gaia si è rialzata ed io l’ho vista tornare a sorridere. Il lavoro della sua vita ed un contratto full time.
Sapevamo bene che i nonni sarebbero stati fondamentali ma io sapevo altrettanto bene che avrei potuto permettermi di chiedere di lavorare meno, per lasciare che Gaia vivesse la sua nuova avventura.
Ogni mattina Gaia si sveglia e va al lavoro.
Io porto i bambini a scuola e inizio un poco più tardi.
Ho scelto di rinunciare ad una manciata di cento euro in busta paga e di lottare contro i pregiudizi di genere che relegano un uomo e una donna, un papà e una mamma, in ruoli definiti, impermeabili, quasi incompatibili.
Ho fortemente voluto che nella nostra famiglia esistessero semplicemente dei compiti da genitore senza per questo mai sentirmi un “mammo”.
Perché alla riunione a scuola è meglio che ci vada chi quella sera è meno stanco, che la maternità facoltativa possa anche essere presa da me, qualora se ne presenti la necessità.
Ma soprattutto perchè una donna ha il diritto di portare a casa un buono stipendio pur sentendosi un’ottima madre, mentre un papà può addirittura cambiare un pannolino, senza per questo sentirsi meno uomo.