Ci sei tu a prendermi.

Ogni sera dopo cena, Lavinia corre nella sua cameretta.
Appoggia dolcemente il suo pigiama sul calorifero e va a lavarsi i denti.
Nel frattempo io cambio Brando, pannolino, pigiama, spruzzo nel naso e raggiungo Lavinia in camera.
Mentre lei indossa il suo pigiama caldo io faccio sedere Brando sul calorifero.
Attendo che si scaldi un pò le gambe.
Poi si sporge con le mani tese verso di me, con quei due dentini che fanno capolino dal suo sorriso.
Lo prendo al volo.
Lui ride, io lo coccolo avvicinando il mio naso al suo, per poi farlo nuovamente sedere.
E via così, un altro giro, continuando per alcune volte.
Ieri sera vedevo Lavinia guardarci mentre cercava di indossare il suo pigiamino.
La osservavo con la coda dell’occhio.
Alza una mano, poi tentenna, poi ci riprova e la sento tirarmi i pantaloni.
È un periodo un pò strano questo tra me e Lavinia. Io sono molto stanca e poco paziente, lei fatica a dormire la notte e vorrebbe sentirsi già grande.
E questo si trasforma inevitabilmente in tanti litigi e troppe poche coccole.
Ieri però lei si avvicinata e mi ha stretto i pantaloni, proprio come faceva quando era piccola, poco più di Brando.
“Mamma, posso farlo anche io?”
“Davvero hai voglia? Sarei molto contenta”
Annuisce.
La prendo in braccio, pesa molto più di suo fratello.
La faccio sedere sul calorifero. Chiude gli occhi, poi allunga le mani.
La prendo al volo, un bacio sulla fronte e via.
Un’ altra volta.
Lei ride, di quelle risate così belle che quasi non sembrano vere.
Poi apre gli occhi e mi guarda.
“Sai mamma cosa mi piace di questo gioco?”
“Fammi indovinare…che ti scalda il pigiama prima di andare a letto?”
“No mamma, mi piace che quando mi butto ho un po’ di paura, però poi ci sei sempre tu a prendermi”
E’un mercoledì sera.
Dopo tre nottate in bianco, con la tavola ancora da sparecchiare, mille progetti da sviluppare e una bambina di sei anni mi ha appena ricordato che cosa è l’amore.