La casa gialla. Il salotto.

Viviamo in questa casa da quattro anni.
In questi quattro anni questo salotto ha vissuto tutti i momenti che ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi.
Ripenso al tavolo ovale, alla prima cena d’asporto con i mobili ancora impacchettati ed il profumo di spaghetti di soia nell’aria. A quel muro grigio scuro, tonalità creata da me aggiungendo troppo nero alla tinta bianca.
Al testo della nostra canzone dietro al divano, a quella giornata a Como per recuperarla prima di fare una delle nostre serate in Svizzera.
Allo scivolo di plastica rosa che ci ha fatto compagnia per tre anni, quello su cui Lavinia ha fatto la sua prima scivolata, quello su cui stava sempre con le gambe a penzoloni per guardare la TV.
Al nostro primo albero di Natale, che ha fatto capolino vicino alla finestra per quattro anni di fila, lo stesso sotto il quale Lavinia ti ha chiesto per la prima volta di poter essere il suo “papà”.
A quel divano chiaro.
Quello sul quale, prendendomi la mano, hai pensato: “Gaia, sai che dovremmo fare un figlio?”.
Al bacio infinito che ci siamo dati subito dopo.
Al posto vicino al bracciolo, il mio.
Quello su cui abbiamo coccolato Salvia la prima notte dopo averla portata a casa.
A quel tappeto di corda, sul quale con l’aiuto di mia mamma e mia sorella, ho indossato il mio abito da sposa.
A questo salotto in cui, con parecchia emozione, hai sentito il primo calcetto di Brando.
Ai suoi primi passi ed all’applauso che ha fatto esplodere questa stanza.
Ai primi compiti e alle prime difficoltà di Lavinia, appoggiati a quel tavolo, mentre tu girato di schiena cucinavi l’ennesimo pentolone di ragù.
A tutte le volte che hai dato il biberon a Brando, all’alba, in quel momento tutto vostro.
Alla prima “Tenda in salotto”, ai tutti i pic nic sul tappeto.
All’amore detto, percepito, curato e provato.
Mancano 12 giorni alla fine del nostro contratto.
12 giorni e saremo in una nuova casa.
12 giorni e questa casa gialla sarà la casa di un’altra famiglia.
Ho scelto di iniziare così questo progetto. 4 stanze, 4 post. Una marea di ricordi che, grazie a questo diario online, troveranno il loro nido, quando questa casa gialla non parlerà più di noi.