Il bagno.

Oggi ho fatto l’ultima doccia qui.
L’ho fatta con le lacrime che mi segnavano il viso.
L’ho fatta accarezzandomi i capelli, strofinandomi gli occhi e cercando di fermare il più possibile i pensieri.
L’ho fatta fregandomi delle frasi di mia madre che continua a ripetermi che andremo a stare meglio, che finalmente la casa sarà più grande. Di quelle di Mimi che mi dice che sapevamo bene che ci sarebbe mancata questa casa, ma di non esagerare.
Io in questa casa ho visto nascere e crescere la mia famiglia.
In questo bagno mi sono rifugiata tutte le volte che i pensieri diventavamo troppo rumorosi.
Su quella scaletta rossa mi sono seduta quando litigavo con Michele, quando mi arrabbiavo e dovevo mantenere calmo il ritmo del respiro.
Per quelle volte in cui tu, aprendo la porta, mi hai detto: “Gaia, tutto bene? Parliamo?”
Per le volte in cui l’ho richiusa.
Ma anche per tutte quelle volte in cui invece ti ho lasciato entrare e, lasciando tutto il resto fuori, abbiamo trovato la voglia e la forza di continuare la nostra vita insieme.
In questo bagno.
Quello dove ho chiamato mio padre dalla finestra il giorno del mio matrimonio per salire a mettermi il velo, perché ero pronta: ero pronta per venire a sposarti.
Quello dei quattro test di gravidanza negativi.
Ma soprattutto di quello positivo, alle 4 di mattina quando gli uccellini iniziano a cinguettare e l’alba a fare luce.
A quella doccia che mi ha vista tutte le volte in cui, accarezzandomi la pancia, ti ho chiesto di trovare la forza di rimanere, di non abbandonarmi.
In quelle settimane infinite quando il rischio di perderti era ormai diventato una certezza.
A questo bagno che mi ha accompagnato nella prima parte del parto, con le contrazioni e con la mano stretta a quella di Michele.
A questo bagno che ha visto il primo bagnetto di Brando nella sua casa, ma anche il primo nella vasca insieme a tua sorella Lavinia.
A questo bagno che oggi ha accolto le mie lacrime ma che si è illuminato di luce quando, uscendo dalla doccia con l’asciugamano avvolto intorno al corpo, voi con le vostre risate.
Mancano 5 giorni, chiuderemo la porta di casa, è vero…
Ma lo faremo tutti insieme.