La casa gialla.

Era un mercoledì pomeriggio.
L’ennesimo sito di annunci online di case in affitto sfogliato con noia.
Poi un link aveva attirato la mia attenzione.
Nella foto una casa gialla.
Chiunque abiti a Lecco conosce bene quella casa di ringhiera, impossibile da non notare, posizionata nel punto più ventoso e più solivo della città.
Chiamo convinta di non essere l’unica ad aver notato quell’annuncio, certa che qualcuno sarà già arrivato molto prima di noi.
Non era così.
Il giorno dopo eravamo lì.
Il vento era forte, un sacco di nuvole grigie, ma avvicinandoti alla finestra riuscivi a sentire chiaramente il suono del lago.
Ricordo che non avevo dato nemmeno troppa importanza a quel dettaglio.
A me, che il lago non era mai piaciuto granché.
Ma in quella casa si respirava così tanto calore che è bastato guardarci negli occhi in fondo alle scale per capire che era proprio quella giusta per noi tre.
Il tempo di girare l’angolo e chiamare l’agenzia immobiliare.
“La fermiamo, siamo interessati!”.
Quella doveva essere la nostra casa.
Cara casa gialla, i ricordi li abbiamo già scritti quasi tutti, nero su bianco.
Abbiamo anche provato a fermare delle immagini nel tempo, alcune in foto, altre ancora nel cuore.
Ieri, quando ti abbiamo salutata, eri così vuota e bianca.
Ma nell’aria si respirava ancora così tanto calore.
Il vento soffiava ancora, forte come il primo giorno.
Non c’era una nuvola e nell’aria si sentiva già il profumo dell’estate.
Quella stagione che noi amavamo tanto per fare le nostre passeggiate sul lungolago e fermarci a bere uno spritz nel parchetto difronte a casa.
Ieri ti abbiamo salutata, per l’ultima volta.
La prossima volta che quelle persiane si apriranno, non saremo più noi a farlo.
Ma ti promettiamo che, tutte le volte che passeremo qui davanti, guarderemo verso quel balcone.
Lo stesso che ci ha ospitati per quattro anni.
E nel nostro cuore sentiremo ancora chiaramente il suono del lago.
Quel lago che, alla fine, sei riuscita a farci amare.