Casa nuova

Ho un file Word che utilizzo per scrivere con calma i testi che poi copio qui.
Lo tengo sempre aperto, a portata di mano.
Poi un po’ per volta, carico i post, cancello e ci riscrivo sopra.
Ora è salvato sul desktop con il nome “Tristezza”.
Era quello che provavo ogni volta che scrivevo della nostra casa gialla.
È lo stesso sentimento che in questi giorni sta provando Michele, ogni volta che sbaglia strada tornando a casa o quando ritrova una vecchia foto sul cellulare.
Io invece sono quella che quando chiude una porta cerca di non voltarsi indietro, anche se è piena di paure e di ansie.
La prima volta che ho messo piede in questa casa mi sono ripetuta in testa “Creati dei ricordi qui, fallo in fretta, ma fallo con cura”.
Questa mattina, ad esempio, Michele stava cucinando il sugo per la pasta al forno di stasera, io ero in bagno che mi stavo preparando e per tenere buono Brando gli avevo dato il suo spazzolino da denti in mano.
Lui era seduto vicino a me, sulla scaletta rossa di Lavinia.
L’ho guardato e, mentre entrambi ci spazzolavamo i denti, lui mi schiacciava i piedi e rideva come un matto.
Ha riso così forte che ha illuminato tutto il bagno, ho alzato lo sguardo e dalla finestra ho scoperto che si intravede il monte San Martino, lo stesso che vedevo da piccina dal giardino dei miei, lo stesso sul quale Michele mi ha portata a fare il nostro primo aperitivo insieme.
In un istante ho sentito come se nel profondo del cuore si fermasse un ricordo, nuovo e per sempre.
Sono corsa in sala, ho abbracciato Michele.
“Questa casa non si merita inizi malinconici”.
Lui ha sorriso e mi ha accarezzato i capelli.
Ora sono qui sul letto che scrivo questo testo.
Ho appena modificato il nome del file Word: Felicità.